Per il mio amico Vito Ugo L’Episcopo

di Isa Morando

Il “caso non casuale”, ancora una volta.
Due mesi fa moriva Enrique Irazoqui, il “Gesù di Pasolini”. La nostra conoscenza era stata, per così dire, favorita dalla traduzione in castigliano di una mia poesia, dedicata a lui.


Ne era autore Vito Ugo L’Episcopo, mio grande amico. Entrambi, Vito ed io, legati alla figura di un Maestro, Angelo Marchese, al quale avevamo dedicato con grande amore un volume, L’Angelo Seminatore, uscito nella primavera di questo anno infausto.
Pochi giorni fa mi era stato spedito un saggio di grande elogio nei confronti del libro. L’avevo subito inoltrato a Vito Ugo, attendevo con ansia la sua risposta. L’ultimo nostro contatto era stato un messaggio dell’11 novembre, in cui mi rassicurava sulla sua salute: sto benissimo, diceva, nonostante il tampone positivo di qualche giorno fa.
Oggi, 16 novembre, la telefonata di sua moglie Maica.

I suoi colleghi e alunni  hanno affidato alla rete una commossa testimonianza: “… un uomo pieno di valori, un amico, prima di essere insegnante… il tuo cuore scaldava ognuno di noi…”.

Un amico, anche per me. E per sempre.

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