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	<title>LIEDER. BIBLIOTECA DI STORIA DELLE ARTI &#8211; CITTÀ DEL SILENZIO</title>
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	<description>LA LIBERTÉ COMMENCE OÙ L’IGNORANCE FINIT (VICTOR HUGO)</description>
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	<title>LIEDER. BIBLIOTECA DI STORIA DELLE ARTI &#8211; CITTÀ DEL SILENZIO</title>
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		<title>L’opera iconografica di Theodore de Bry</title>
		<link>https://www.cittadelsilenzio.it/books/2435-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 20:27:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’attività di Theodore de Bry si colloca nell’ampio scenario storico, socioculturale e ideologico-religioso che caratterizzò l’Europa a seguito delle scoperte di Colombo. I popoli amerindi avevano suscitato un tale stupore che, per collocarli in un quadro intelligibile, si chiamarono in causa gli stereotipi immaginifici di mostri e cannibali diffusi dai testi medievali sull’Oriente, ancora circolanti. Un aspetto più originale della raffigurazione interessò invece la sfera iconologica, resa in termini di peculiarità nazionali e locali, in cui l’immagine dell’indigeno acquisì sfumature simboliche, sia nell’ambito celebrativo ed encomiastico dei potenti, sia nelle contestualizzazioni narrative figurate di matrice popolare, utilizzate come strumento di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">L’attività di Theodore de Bry si colloca nell’ampio scenario storico, socioculturale e ideologico-religioso che caratterizzò l’Europa a seguito delle scoperte di Colombo. I popoli amerindi avevano suscitato un tale stupore che, per collocarli in un quadro intelligibile, si chiamarono in causa gli stereotipi immaginifici di mostri e cannibali diffusi dai testi medievali sull’Oriente, ancora circolanti.<br />
Un aspetto più originale della raffigurazione interessò invece la sfera iconologica, resa in termini di peculiarità nazionali e locali, in cui l’immagine dell’indigeno acquisì sfumature simboliche, sia nell’ambito celebrativo ed encomiastico dei potenti, sia nelle contestualizzazioni narrative figurate di matrice popolare, utilizzate come strumento di persuasione da parte dei movimenti religiosi protestanti e cattolici.<br />
L’opera iconografica del de Bry, attentamente studiata, in questo agile volume, da Paola Farinella Grana, s’inserisce in quel filone della produzione di immagini sul Nuovo Mondo, al confine tra intento artistico, documentario e simbolico, che, riconoscendo ai popoli autoctoni originalità e fascino, voleva sottrarli, mediante la rappresentazione, al tentativo di negare la loro identità umana.</div>
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		<title>Volti e maschere. Le arti in Inghilterra al tempo di Oscar Wilde</title>
		<link>https://www.cittadelsilenzio.it/books/volti-e-maschere-le-arti-in-inghilterra-al-tempo-di-oscar-wilde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 18:42:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Passato alla storia della letteratura come il più caro e fedele amico di Oscar Wilde, al quale garantì riabilitazione e imperitura fama, curandone e promuovendone l’opera, Robert “Robbie” Ross è stato anche un eccellente giornalista, critico d’arte e gallerista. Ora, a centocinquant’anni dalla nascita, vengono per la prima volta pubblicati in italiano alcuni tra i suoi più caustici testi, nei quali, con stile diretto e giocoso, Ross alza il sipario sulla società culturale del proprio tempo, svelandone consuetudini, protagonisti e stravaganze. Perché &#8211; assicura &#8211; “in nessun altro paese la mediocrità ha grandi opportunità come in Inghilterra”&#8230; Acquista]]></description>
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<p>Passato alla storia della letteratura come il più caro e fedele amico di Oscar Wilde, al quale garantì riabilitazione e imperitura fama, curandone e promuovendone l’opera, Robert “Robbie” Ross è stato anche un eccellente giornalista, critico d’arte e gallerista. Ora, a centocinquant’anni dalla nascita, vengono per la prima volta pubblicati in italiano alcuni tra i suoi più caustici testi, nei quali, con stile diretto e giocoso, Ross alza il sipario sulla società culturale del proprio tempo, svelandone consuetudini, protagonisti e stravaganze. Perché &#8211; assicura &#8211; “in nessun altro paese la mediocrità ha grandi opportunità come in Inghilterra”&#8230;</p>
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		<title>Giorgione</title>
		<link>https://www.cittadelsilenzio.it/books/giorgione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 18:42:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla fine dell&#8217;Ottocento, intorno al nome di Giorgione, si profilano due indirizzi critici, che rinviano a modi antitetici di affrontare la critica d&#8217;arte: l&#8217;uno, fondato sulla ricerca storica e sul metodo scientifico, l&#8217;altro, che punta a cogliere e decifrare il nucleo ideale dell&#8217;opera artistica, riportando nell&#8217;ekphrasis l&#8217;equivalente verbale dell&#8217;emozione visiva. Angelo Conti si confronta con entrambe le prospettive, ma sceglie la seconda, nell&#8217;intento di andare oltre la storia dell&#8217;arte e di attingere al piano della riflessione estetica. Guardando a Schopenhauer e a Pater, a Ruskin e ai preraffaeliti inglesi, Conti suggerisce un approccio nuovo alla lettura della produzione giorgionesca, ponendosi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine dell&#8217;Ottocento, intorno al nome di Giorgione, si profilano due indirizzi critici, che rinviano a modi antitetici di affrontare la critica d&#8217;arte: l&#8217;uno, fondato sulla ricerca storica e sul metodo scientifico, l&#8217;altro, che punta a cogliere e decifrare il nucleo ideale dell&#8217;opera artistica, riportando nell&#8217;<em>ekphrasis</em> l&#8217;equivalente verbale dell&#8217;emozione visiva. Angelo Conti si confronta con entrambe le prospettive, ma sceglie la seconda, nell&#8217;intento di andare oltre la storia dell&#8217;arte e di attingere al piano della riflessione estetica.<br />
Guardando a Schopenhauer e a Pater, a Ruskin e ai preraffaeliti inglesi, Conti suggerisce un approccio nuovo alla lettura della produzione giorgionesca, ponendosi in aperta polemica nei confronti della critica storico-erudita di matrice accademica e dell&#8217;arte contemporanea, ai cui modelli contrappone la lezione greca e rinascimentale. Pubblicato per la prima volta nel 1894, il <em>Giorgione</em> di Angelo Conti è un testo classico dell&#8217;estetismo italiano.</p>
<p>A cura di Ricciarda Ricorda</p>
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		<item>
		<title>Lettere in musica. Gli scrittori e l’opera del Novecento</title>
		<link>https://www.cittadelsilenzio.it/books/lettere-in-musica-gli-scrittori-e-lopera-del-novecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 18:39:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I poeti del Sei e del Settecento fecero l&#8217;opera in musica, gli scrittori dell&#8217;Ottocento ne furono partecipi in veste sia di autori, sia di spettatori: cosa è accaduto con i letterati del Novecento? Questo libro prova a sfatare il luogo comune che parla di una loro sostanziale indifferenza, dopo Puccini e la generazione pucciniana, di fronte al teatro musicale: in realtà, sia sul versante dell&#8217;opera buffa, sia su quello della cosiddetta opera seria, scrittori e musicisti hanno corso (e ancora corrono) l&#8217;avventura di trasformare in canto e in azione drammatica intrecci vecchi e nuovi. Dalle rivisitazioni settecentesche, nate su sollecitazioni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I poeti del Sei e del Settecento fecero l&#8217;opera in musica, gli scrittori dell&#8217;Ottocento ne furono partecipi in veste sia di autori, sia di spettatori: cosa è accaduto con i letterati del Novecento?<br />
Questo libro prova a sfatare il luogo comune che parla di una loro sostanziale indifferenza, dopo Puccini e la generazione pucciniana, di fronte al teatro musicale: in realtà, sia sul versante dell&#8217;opera buffa, sia su quello della cosiddetta opera seria, scrittori e musicisti hanno corso (e ancora corrono) l&#8217;avventura di trasformare in canto e in azione drammatica intrecci vecchi e nuovi.<br />
Dalle rivisitazioni settecentesche, nate su sollecitazioni letterarie, di Busoni, Malipiero e Casella, alla collaborazione di Riccardo Bacchelli con Nino Rota, dagli scintillanti libretti scritti da W.H. Auden per Stravinskij e Henze al difficile affiatamento tra Italo Calvino e Luciano Berio esiste una lunga storia, in gran parte ancora da raccontare, di vicinanza, esplorazione e concorrenza tra poeti e musicisti moderni.</p>
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		<title>Angelo Francesco Lavagnino. Un compositore e il cinema</title>
		<link>https://www.cittadelsilenzio.it/books/angelo-francesco-lavagnino-un-compositore-e-il-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 18:07:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro si affida ad autorevoli figure del mondo della musica, del cinema e della critica, per ripercorrere l&#8217;attività artistica di Angelo Francesco Lavagnino, uno tra i più importanti e prolifici compositori italiani di colonne sonore. Autore di memorabili commenti musicali per il cinema, Lavagnino fu un musicista colto e completo, caratterizzato da una straordinaria duttilità espressiva, dalla capacità di muoversi agevolmente fra i generi e dalla costante ricerca di nuove soluzioni linguistiche, nel segno dell&#8217;armonico equilibrio fra suono e immagine. I testi qui raccolti ci restituiscono il profilo di un grande compositore contemporaneo, le cui opere continuano a emozionarci]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro si affida ad autorevoli figure del mondo della musica, del cinema e della critica, per ripercorrere l&#8217;attività artistica di Angelo Francesco Lavagnino, uno tra i più importanti e prolifici compositori italiani di colonne sonore.<br />
Autore di memorabili commenti musicali per il cinema, Lavagnino fu un musicista colto e completo, caratterizzato da una straordinaria duttilità espressiva, dalla capacità di muoversi agevolmente fra i generi e dalla costante ricerca di nuove soluzioni linguistiche, nel segno dell&#8217;armonico equilibrio fra suono e immagine.<br />
I testi qui raccolti ci restituiscono il profilo di un grande compositore contemporaneo, le cui opere continuano a emozionarci e la cui fedeltà alla lezione dei classici, coniugata con le esigenze del linguaggio cinematografico, ha dato esiti di evidente modernità, spesso, ancora oggi, insuperati.</p>
<p>Introduzione di Stefano Della Casa. Testi di Alessandra Cristina Lavagnino, Carlo Lizzani, Ruggero Lolini, Marco Müller, Franco Potenza, Folco Quilici, Paola Salvadeo, Furio Scarpelli, Alojz Srebotnjak, François Thomas, Michele Trenti, Mario Verdone</p>
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		<title>Discorsi sulle arti. Architettura, pittura, scultura </title>
		<link>https://www.cittadelsilenzio.it/books/discorsi-sulle-arti-architettura-pittura-scultura%e2%80%a8/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2006 17:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nome del marchese Vincenzo Giustiniani riveste indubbia importanza nella storia del collezionismo europeo fra XVI e XVII secolo, come dimostrano la meravigliosa raccolta familiare di opere d&#8217;arte e l&#8217;influenza esercitata sugli artisti che confluivano nella Roma del primo Seicento. Giustiniani fu dunque collezionista e mecenate, ma non solo. Rivelò infatti vaste competenze architettoniche, una puntigliosa conoscenza della scultura &#8211; di materiali e tecniche -, nonché un raffinato gusto nel &#8220;formare e ornare&#8221; i giardini. L&#8217;affascinante complessità di questo incomparabile ingegno traspare appieno dagli acuti e brillanti Discorsi sull&#8217;architettura, la pittura e la scultura, che vengono riproposti in questa nuova]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome del marchese Vincenzo Giustiniani riveste indubbia importanza nella storia del collezionismo europeo fra XVI e XVII secolo, come dimostrano la meravigliosa raccolta familiare di opere d&#8217;arte e l&#8217;influenza esercitata sugli artisti che confluivano nella Roma del primo Seicento. Giustiniani fu dunque collezionista e mecenate, ma non solo. Rivelò infatti vaste competenze architettoniche, una puntigliosa conoscenza della scultura &#8211; di materiali e tecniche -, nonché un raffinato gusto nel &#8220;formare e ornare&#8221; i giardini. L&#8217;affascinante complessità di questo <em>incomparabile ingegno</em> traspare appieno dagli acuti e brillanti <em>Discorsi sull&#8217;architettura, la pittura e la scultura</em>, che vengono riproposti in questa nuova edizione, con un&#8217;appendice di lettere genovesi.</p>
<p>Introduzione di Lauro Magnani</p>
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