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Orizzonti perduti. Biblioteca di storia del viaggio

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Charles Mercier Dupaty
Lettere sull’Italia nel 1785. Da Genova a Firenze
A cura di Davide Arecco
Introduzione di Carlo Bitossi
2006, 8 euro

 

Nel 1785, il magistrato francese Charles Mercier Dupaty, ingegno versatile, ma animo impetuoso e carattere difficile, distintosi in patria per la marcata opposizione all’assolutismo del sovrano e della sua corte, intraprese un viaggio negli stati italiani con lo scopo dichiarato di studiarne le riforme giuridiche e la procedura criminale. Partì per Avignone e, passando da Tolone e Nizza, visitò Genova, Lucca, Firenze, Roma e Napoli, prendendo nota degli spostamenti su un apposito diario. Del viaggio italiano, il presente volume comprende le lettere su Genova e il Granducato poiché legate da una profonda affinità tematica: la riflessione politica intorno agli ordinamenti giudiziari e ai sistemi di detenzione. Aspetti sui quali si posa - ora colmo di ammirazione, ora di sdegno - lo sguardo del magistrato devoto ai lumi, discepolo degli enciclopedisti, traduttore di Beccaria, amico di Voltaire e philosophe egli stesso. Fu proprio in seguito a quel viaggio che Dupaty ebbe l’occasione di mettere nuovamente in pratica le sue idee di riforma in materia di procedura criminale, lavorando all’unificazione delle usanze e alla realizzazione di un codice. Pubblicò infatti le note contenute nella lunga Lettre sur la procédure criminelle de la France, dove respingeva la tortura, chiedeva l’uguaglianza di tutti gli imputati davanti alla legge, sosteneva il diritto di difesa del cittadino, domandava che le pene fossero proporzionate ai delitti commessi e proponeva di sostituire alla pena capitale l’esilio. Le Lettres sur l’Italie, uscite per la prima volta nel 1788, conobbero subito un grande successo in tutta Europa. Durante il Termidoro, i giacobini fecero di Dupaty un voltairiano di sinistra, mentre l’ottocento lo celebrò soprattutto per le doti di letterato. La sua prosa, in effetti, è piacevolmente affabulatoria e assai ricca di immagini. Ai romantici la cosa non sfuggì, il che garantì all’opera un grande successo postumo, per tutto il diciannovesimo secolo.

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Matteo Binasco
Viaggiatori e missionari nel Seicento. Pacifique de Provins fra Levante, Acadia e Guyana (1622-1648)
Prefazione di Luca Codignola
2006, 10 euro

 

Fin dalle origini del cristianesimo - per necessità o per scelta - i missionari sono stati grandi viaggiatori. Questo libro, incentrato sulla figura del cappuccino francese Pacifique de Provins (1588-1648), prende in esame motivazioni, rischi, strategie, speranze e illusioni del viaggio missionario nel periodo immediatamente successivo al concilio di Trento. L’esemplare caso di Pacifique de Provins, protagonista di importanti missioni in medio oriente e di un temerario viaggio nelle Antille francesi, consente inoltre di approfondire in modo puntuale le tematiche relative all’incontro/scontro fra un religioso del primo seicento e i nativi americani, sullo sfondo del processo di espansione europea e di evangelizzazione cattolica nel nuovo mondo. Un libro importante, di grande interesse per la storia dei viaggi americani: il primo che uno studioso italiano dedica all’autore della Brève Relation du voyage de l’Amérique.

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