CATALOGO
Biblioteca di cultura moderna e contemporanea (BCMC)
Emiliano Beri
Genova e il suo Regno. Ordinamenti militari, poteri locali e controllo del territorio in Corsica fra insurrezioni e guerre civili (1729-1768)
2011, 25 euro
Nell’ultimo ventennio, il periodo di dominazione genovese sulla Corsica è stato rivalutato, fatto oggetto di pregevoli studi e liberato da reminiscenze nazionaliste e indipendentiste. Tuttavia, fino a oggi, le sollevazioni e i conflitti intestini che scossero l’isola nel Settecento – e che si conclusero, nel 1768, con la cessione alla Francia – sono stati analizzati privilegiando il punto di vista isolano e quello del “fronte ribelle”, mentre restano in secondo piano sia la reazione genovese, sia il ruolo avuto dalle numerose fazioni lealiste. Il libro di Emiliano Beri fornisce ora un’immagine completa e documentata del “fronte genovese”, resa attraverso l’analisi di aspetti quali l’apparato militare, le pratiche di gestione dell’ordine pubblico e di controllo del territorio, la dialettica con i poteri locali, il ruolo del partito lealista còrso e la proiezione del conflitto sul mare, con i suoi risvolti politici, diplomatici, economici, sociali. Vengono inoltre studiate le motivazioni di ordine strategico che indussero la Repubblica di Genova a impegnarsi, per quarant’anni, in una dispendiosa e logorante azione repressiva che, sebbene accompagnata da frequenti tentativi di conciliazione, non riuscì mai a «ricondurre il Regno nella dovuta fedeltà».
Luca Lo Basso
Capitani, corsari e armatori. I mestieri e le culture del mare dalla tratta degli schiavi a Garibaldi
2011, 20 euro
In età moderna, la nostra penisola basava la propria economia sull’agricoltura e sull’indissolubile legame con la terra, ma poteva vantare un rapporto altrettanto intenso e proficuo con il mare. Culture e mestieri marittimi, che affondavano le proprie radici nelle età antica e medievale, mostrarono una straordinaria vitalità anche nei secoli successivi, tanto nel Mediterraneo, quanto nelle acque dell’Atlantico. La presenza degli italiani si è manifestata, in particolar modo, attraverso marinai e capitani abili e intraprendenti, capaci di navigare, in tempo di pace, per commerciare, e, in tempo di guerra, da rapaci e astuti corsari, per belligerare. Possiamo affermare che, nonostante i rischi, fu proprio la guerra di corsa, più che la normale navigazione mercantile, a generare importanti performance economiche e a trasformare padroni e capitani di mare in sicuri e ricchi armatori. Inoltre, nel passaggio al nuovo regime attraverso l’età della Restaurazione, le antiche pratiche mercantili, marinare e corsare, furono alla base della forte crescita sociale delle famiglie tradizionalmente legate al mare, le quali, in larga misura, parteciparono attivamente al Risorgimento, come dimostrano le vicende del capitano di lungo corso Giuseppe Garibaldi.
I saggi raccolti in questo libro raccontano l’affascinante storia del ruolo avuto dagli italiani sul mare attraverso i tre principali stadi di sviluppo dei mestieri marittimi, dal padrone-capitano al corsaro, fino al ruolo armatoriale. Ampio spazio è riservato all’emblematico caso della Liguria di antico regime, dove si creò un particolare connubio tra il ceto nobiliare, composto da finanzieri-capitalisti, e quello mercantil-marittimo di Genova e delle Riviere, esplicitatosi in una moltitudine di attività: dal traffico degli schiavi al commercio dell’argento; dal trasporto delle principali merci mediterranee al commercio dell’olio meridionale, diventato, tra XVIII e XIX secolo, una ricca fonte di lucro.
Giovanni Assereto
«Per la comune salvezza dal morbo contagioso».
I controlli di sanità nella Repubblica di Genova
2011, 20 euro
Grande città portuale, aperta tanto ai traffici mediterranei e atlantici quanto alle comunicazioni terrestri con la pianura padana e con l’Europa settentrionale, Genova ha
dovuto ben presto fronteggiare il pericolo delle malattie contagiose – la peste, in primo luogo – che viaggiavano, con merci e persone, da un capo all’altro del Vecchio Continente.
Per questo, fin dal Quattrocento, ha istituito un apposito Magistrato di Sanità, il quale, perfezionando nel corso dei secoli la propria normativa e i propri strumenti, è riuscito
a difendere la Repubblica dal «pestifero morbo». Pur essendo sommariamente nota, la storia di una magistratura così importante non era mai stata affrontata da uno studio puntuale.
Questo libro si propone appunto di ricostruirne le vicende sulla base di un’ampia indagine documentaria, mirando a dar conto degli aspetti formali (leggi, regolamenti, proclami,
organigramma del personale con compiti di polizia sanitaria), a indagare l’effettivo funzionamento degli apparati preposti alla tutela della salute pubblica e a documentare
l’influenza esercitata dalla Sanità su ambiti quali l’economia, i rapporti sociali, le relazioni diplomatiche, lo sviluppo dell’apparato statale.
Daniele Rolando
The will to believe. William James, l’inclusive
principle e le retoriche del liberalismo
2008, 20 euro
Qual è la natura della fede nel contesto di una società secolarizzata? Qual è lo spazio che le dobbiamo assegnare? Il nuovo libro di Daniele Rolando, frutto di una ricerca
più che decennale, nasce con l’intento di rispondere a questa attualissima domanda partendo dalla
will to believe doctrine di William James. Una dottrina complessa,
costruita attraverso complicati giochi di contrapposizioni e assimilazioni con autori quali Bain, Green, Jevons, Stuart Mill, Royce e Perry, che fa da inevitabile ponte
tra il vecchio ‘deismo’ liberale di matrice settecentesca, privato dei suoi orpelli razionalistici, e un nuovo
inclusive principle dalla portata estremamente ampia.
Rolando non ci propone uno studio sulla ‘religione’ di James o sulla sua particolare e originale interpretazione filosofica del fatto religioso, ma una profonda riflessione
sullo ‘spazio pubblico’ che James pensava dovesse essere riservato alle fedi religiose nelle società moderne. Spazio che va tutelato cercando di non diminuire - anzi, di
aumentare - il tasso di liberalismo presente all’interno dei contesti sociali.
Claudio Marsilio
Dove il denaro fa denaro. Gli operatori finanziari
genovesi nelle fiere di cambio del XVII secolo
Prefazione di José Gentil da Silva
2008, 18 euro
Nell’Europa del seicento, le fiere di cambio, come quelle di Piacenza e Novi Ligure, scandivano il calendario della finanza con ritmo costante. Erano il fulcro del mercato
creditizio continentale. Nell’arco di pochi giorni, per quattro volte l’anno, concentravano in un unico luogo una quantità di credito immediatamente disponibile per il circuito
finanziario sottoforma di anticipazioni rimborsabili tre mesi dopo, nella fiera successiva. Nel XVII secolo, nacque una nuova
Repubblica internazionale del denaro, che trovò
presto il suo palcoscenico e i suoi protagonisti. Questo libro svela e analizza i complessi meccanismi economici che furono alla base del mercato finanziario internazionale del
seicento e che regolavano le fiere di cambio, approfondendo, in particolare, il ruolo svolto dagli operatori commerciali della Repubblica di Genova. La maggior parte dei documenti
sui quali si basa la ricerca provengono infatti da archivi familiari genovesi, aperti agli studiosi solo negli ultimi anni, che costituiscono una fonte originale e necessaria
per l’analisi economico-sociale delle relazioni intercorse tra le più importanti famiglie dell’oligarchia repubblicana genovese in Antico Regime.
Profeti ed eroi. Le
retoriche della violenza
A cura di Mirella Pasini
Testi di Daniela Bianchi, Gilbert Vincent, Paola de Cuzzani,
Daniele Rolando, Gro Rørstadbotten, Mirella Pasini
2008, 15 euro
Nella nostra epoca, in molti contesti, l’uso della violenza sembra ancora essere la forma privilegiata di esercizio del potere e i media tendono quotidianamente a privilegiare
le sue molteplici, spesso efferate manifestazioni. Riflettere sull’uso pubblico del linguaggio violento non è dunque un inutile esercizio filosofico. Attraverso lo studio di
casi esemplari di «appello alla violenza», quali le lotte politico-religiose nell’Inghilterra della prima età moderna, il progetto scientifico di Auguste Comte o il richiamo
al «destino della nazione americana», questo libro si propone di esaminare i nessi che trasformano il linguaggio della violenza in linguaggio dell’eroismo e della profezia:
violenza e giustizia; violenza e rovesciamento dell’ordine costituito; violenza e superiorità naturale; violenza e costruzione di un mondo perfetto. Alla fine, resta senza
risposta una sola domanda: se è davvero felice il popolo che non ha bisogno di eroi, come resistere al fascino dei profeti, veri o falsi che siano?
Fiducia e paura/Fear and
trust
A cura di Paola de Cuzzani e Mirella Pasini
Testi di Paola de Cuzzani, Gilbert Vincent, Daniel Frey,
Frédéric Rognon, Mirella Pasini, Jonas Lillebø, Hans
Christian Farsethaas, Margarita Jankauskaite
2009, 16 euro
Fiducia o paura. Un’alternativa che domina le cronache del nostro tempo e che, ogni giorno, più o meno consapevolmente, viene sperimentata da ciascuno di noi sulla scena
del vivere sociale. Nella storia del pensiero etico e politico occidentale, l’uno o l’altro dei due termini è posto alla base della società civile: la paura per Hobbes,
la fiducia per Simmel, solo per citare gli esempi più noti. Il tema, teoricamente denso e complesso, ha inoltre visto, negli ultimi decenni, un fiorire di studi: da Giddens
a Luhmann, da Sennett a Bauman. Ci chiediamo, però, se - proprio oggi, proprio in questa fase radicale della modernità - l’alternativa fra fiducia e paura sia davvero così netta.
I saggi raccolti in questo libro, frutto delle ricerche condotte da un gruppo di studiosi europei da tempo impegnati nella riflessione sui mutamenti degli atteggiamenti culturali,
delle filosofie sociali e delle etiche pubbliche in epoca moderna e contemporanea, rispondono all’interrogativo avanzando la stimolante ipotesi che fiducia e paura rappresentino,
in realtà, linee interpretative, idee ed emozioni ambiguamente connesse. Dalla fiducia alla paura e dalla paura alla fiducia: frammenti di un dialogo tra lingue, società e culture,
pensati e scritti per costruire un nuovo percorso teorico, che possa diventare proposta socialmente operativa, nel segno dell’inclusione, dell’integrazione, del dialogo.
Alberto Giordano
Liberalismo plurale. Dal Settecento al ventesimo secolo
2010, 15 euro
Il liberalismo sembra dominare incontrastato la cultura e la politica dell’età contemporanea. Eppure, ben pochi di quanti si dichiarano liberali lo sono davvero; anzi,
la maggior parte delle scelte imputabili a individui e istituzioni appare intimamente illiberale. Per spiegare questa contraddizione solo apparente, è necessario domandarsi
cosa sappiamo, in realtà, del liberalismo e se siamo davvero pronti ad accettarne il messaggio. I saggi qui raccolti tentano di rispondere a entrambe le domande, risalendo
alle radici del pensiero liberale classico e mostrando quanto impegnativo e faticoso sia il cammino indicato dai grandi maestri del liberalismo. Un cammino che, tuttavia,
non dobbiamo rinunciare a intraprendere: archiviarlo potrebbe costarci la perdita di tutte quelle libertà conquistate, nei secoli, a caro prezzo.
Valori e mercato. Percorsi
fra etica ed economia
A cura di Mirella Pasini
Testi di Mirella Pasini, Daniele Rolando, Alberto Ghibellini,
Alberto Giordano, Giulia Bianchi, Enrico Biale, Franco Manti
Postfazione di Michele Marsonet
2010, 15 euro
Etica ed economia, valori e mercato: fin dagli albori della modernità, il rapporto fra i due termini delle coppie appare irrimediabilmente conflittuale. Per alcuni,
solo il mercato può agire da potente e neutrale strumento di aggregazione, sulla base dei reciproci interessi tra individui di fedi e convinzioni diverse. Per altri,
è l’etica ancor più la religione a rappresentare il miglior antidoto al caos e all’indifferentismo morale prodotti (proprio) dal mercato. Un gruppo di studiosi di filosofia
morale e politica, prevalentemente composto da giovani ricercatori formatisi presso l’Università di Genova, ha raccolto la sfida intellettuale che la dicotomia valori/mercato
comporta. Nei saggi che Mirella Pasini presenta in questo volume, si mettono in gioco Adam Smith e Vilfredo Pareto, Luigi Einaudi e Piero Sraffa, Leo Strauss e John Rawls,
unitamente alla responsabilità sociale d’impresa, alle interazioni tra etica individuale e istituzioni pubbliche, alla critica del liberismo nella pubblicistica contemporanea.
L’esito è una riflessione stimolante e ad ampio raggio, che gli effetti della globalizzazione e dell’attuale crisi sollecitano in modo impellente.
Luigi Castiglioni
Lettere dalla Francia (1784)-Viaggio in Inghilterra
(1784-1785)
A cura di Paolo L. Bernardini e Diego Lucci
2009, 15 euro
Luigi Castiglioni fu uno dei maggiori rappresentanti della cultura lombarda a cavallo tra sette e ottocento. Prestigioso botanico e agronomo, introdusse in Lombardia
diverse piante esotiche e partecipò in prima persona - ricoprendo numerosi incarichi - ai vari regimi che si succedettero rapidamente dal 1796 al 1815. La sua notorietà
si deve soprattutto al viaggio compiuto negli Stati Uniti d’America fra 1785 e 1787 (pubblicato a Milano nel 1790), che rappresenta il primo, dettagliato e appassionato
resoconto dell’America del Nord redatto da un viaggiatore italiano. Vicino ai Verri, a Paolo Frisi e ai maggiori illuministi lombardi, Castiglioni visitò anche la Francia e
l’Inghilterra, lasciandoci alcune lettere dalla Francia e un resoconto del soggiorno inglese che qui si pubblicano per la prima volta e che costituiscono un significativo
contributo allo studio della letteratura di viaggio settecentesca.
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